Pudore linguistico: la “spagnola” nella lessicografia

Dizionari e parolacce. Alle medie, le prime volte che portavo il dizionario in classe per il tema di italiano su indicazione del professore, non sapevo bene cosa farci. Una cosa la facevo sempre: cercavo cazzo, culo, fica, vaffanculo, ecc. Senza nessun proposito d’approfondimento: solo il gusto e il brivido di trovare su carta quelle parole che in famiglia erano censurate e che si trasmettevano principalmente per via orale. Tanto tempo dopo, studiando linguistica, ho imparato a guardare diversamente il dizionario (ci mancherebbe), sfruttandone ogni possibile uso: ortografia, pronuncia, contesti d’uso, registri, etimologie, anno di attestazione. Ma il dizionario, per la maggior parte delle persone, continua a servire principalmente a spiegare il significato di una parola. Spiegare.

Dizionari e sessualità. Non è sempre così. Per i termini relativi alla sessualità, ad esempio. Prendiamo il termine spagnola.  Spagnola, nella sfera sessuale, è un tecnicismo: ha un significato univoco, vuol dire solo quella particolare azione, come osmosi in chimica o cross nel calcio; inoltre questa posizione, in italiano, non ha altri nomi. Un primo dato interessante è l’assenza da quasi tutti i dizionari: il monumentale “Grande dizionario italiano dell’uso” (1999, con aggiornamenti del 2003 e del 2007, vado a memoria e potrei sbagliarmi), lo “Zingarelli 2012”, il “Sabatini-Coletti” (mi pare di aver consultato quello del 2003), il “Garzanti” (2006). Già qua potremmo discutere sul perché una voce gergale di larga diffusione sia estromessa da quasi tutti gli strumenti lessicografici: è pudore? La conferma ce la dà l’unico dizionario che la presenta: il “Devoto-Oli 2012”, ‘s.f., gerg. – Coito intermammillare. Voce gergale. 1923’. Coito intermammillare. Non so a voi ma a me sembra una cosa molto brutta: se una ragazza prosperosa mi proponesse un coito intermammillare probabilmente rifiuterei, e se accettassi userei senz’altro il preservativo.

Definizioni semplici per pratiche sessuali semplici. La definizione non è sbagliata, effettivamente è un rapporto sessuale che si consuma tra i seni femminili; ma invece di spiegare il significato, lo complica, ammantando la definizione di una veste tecnico-medica. Certo, uno si può chiedere, prova te a spiegare spagnola su un dizionario senza cadere nel triviale. Per trovare una spiegazione semplice, cristallina e tutt’altro che volgare ci viene in aiuto il pregevole “Dizionario del lessico erotico” di Valter Boggione e Giovanni Casalegno che definisce spagnola: ‘Pratica erotica consistente nel sollecitare il pene facendolo scorrere nel solco tra le mammelle’. Ora sì che mi piace.

Continuo a farmi da avvocato del diavolo: vabbe’, quello è un dizionario generale, e quell’altro un lessico specialistico, per forza lo spiega meglio. Ma la ragione non è metodologica, e per dimostrarlo basta fare dei confronti interni. Prendiamo altri tecnicismi, di altre sfere semantiche, per esempio i già citati cross e osmosi:

Cross: ‘Nel tennis, il colpo diagonale; nel calcio, il traversone verso il centro dell’area di rigore effettuato dalla zona laterale del campo; nel pugilato, colpo che arriva di lato sul bersaglio’

Osmosi: ‘Fenomeno per cui si ha un flusso di solvente (in genere acqua) tra due soluzioni separate da una membrana semipermeabile; il fenomeno è generalmente dovuto a differenze di concentrazione, e in tal caso il solvente fluisce dalla soluzione meno concentrata a quella più concentrata, ma può anche essere determinato da differenze di potenziale elettrico tra due elettrodi immersi nelle due soluzioni (elettrosmosi), o da differenze di temperatura (termosmosi)’

E sono solo due esempi, basta aprire il dizionario a caso per trovarne a non finire. Evidentemente una parola gergale (ma dipende dai punti di vista, nel sesso è un tecnicismo) non è degna di spiegazioni lisce e trasparenti, anzi, bisogna raggiungerne il significato arrampicandosi su dei tecno-eufemismi. Come se il cross fosse glossato con ‘traversone centripeto’.

Spagnole in Spagna. Per onorare la bravura delle iberiche in questa pratica (oh, è etimologia: comunque in ogni parte del mondo è chiamata diversamente, qua c’è una una lista non so quanto affidabile) facciamo un raffronto con lo spagnolo (ringraziando Valentina per le informazioni bibliografiche). In Spagna, logicamente, non si chiama española, bensì cubana. Né sul “RAE” (dizionario della Real Academia Española) né sul “Clave” c’è, la troviamo invece sul “Lema” (conosciuto in Italia come “Vox Mayor”), con la glossa: ‘Práctica sexual en la que la mujer masturba al hombre colocando el pene del éste entre sus pechos’. Lineare, semplice, cristallina.

Insomma, la maggior parte dei dizionari non presenta il termine (e la scelta è molto discutibile, essendo un termine piuttosto comune); al contrario, il Devoto-Oli dopo aver cacciato il pudore dalla porta lo fa rientrare dalla finestra. Parlare di moralismo forse è eccessivo, pudore va benissimo. La domanda è: una disciplina (la lessicografia) con velleità scientifiche e con propositi documentari e didattici può essere pudica? L’esame della prostata, per caso, te lo fanno passando dalla bocca perché un dito in culo “è un po’ volgarotto”? Insomma, fa un po’ ridere che linguisti esperti che giustamente criticano vizi italiani come il “burocratese”, colpevole di mascherare parole semplici con parole considerate più “alte” (complicando la comprensione), cadano in un “pudorese” definendo coito intermamammillare una pratica semplice (e piuttosto piacevole) come la spagnola.

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Un commento su “Pudore linguistico: la “spagnola” nella lessicografia

  1. Mozz il said:

    In preda a curiosità CUL-turale stavo cercando l’etimologia del termine ‘spagnola’, e ho trovato questo tuo post. Innanzitutto complimenti per il tuo blog, davvero interessante (non è retorica, ci ho perso un’ora a leggere articoli random xD ).
    Non è che in questa tua ricerca avresti trovato qualche notizia etimologica sulla spagnola? Ho notato da wikipedia che anche in altre lingue non strettamente romanze si fa riferimento a questa pratica con qualcosa di attinente allo ‘spagnolo’. Soluzione?

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